Pigra!

Quando sei pigro,si tratta di uno stato negativo: semplicemente sentidi non avere energie, tisenti ottuso,assonnato,ti senti comemorto. Quando sei in uno stato di non-fare, sei pieno d’energia – il sapore è estremamente positivo. Sei pieno di energia, straripi;sei radioso, ribolli, vibri,non sei assonnato, sei perfettamente consapevole. Non sei morto, sei incredibilmente vivo.E’ possibile che la mente ti possa ingannare: può razionalizzare la pigrizia come non-fare. Può dire:’Sono diventato un Maestro Zen’ oppure: ‘Credo nel Tao’ – ma non inganni altri che te stesso. Nessun altro verrà tratto in inganno da quelle razionalizzazioni. Pertanto, stai all’erta!Osho – A Sudden Clash of Thunder, cap. 8

Oggi, in effetti, mi riposo. Non me la sento di guardarmi troppo dentro, preferisco fare le pulizie di casa e sentirmi molto Zen in questo. C’è qualcosa di male, Tarocchi Zen di Osho? Pulisco fuori, pulisco dentro, con tanta devozione verso la mia casa e verso la mia persona. Per il resto, che il mondo vada a rotoli o no, oggi non è affar mio. Credo che questo discorso si riferisca a qualcos’altro, ma verificherò nei prossimi giorni. Da qualche giorno mi vado ripetendo che va tutto bene così, che accetto il fatto che la mia vita è cambiata. Ma so che sotto sotto non è così. Diciamo che sto facendo esercizi mentali per accettare l’inevitabile, uffa.

Solitudine

Quando sei solo, non sei solo, ti senti semplicemente isolato – ed esiste un’incredibile differenza tra l’esser soli e il sentirsi isolati. Quando ti senti isolato, pensi all’altro, ne senti la mancanza: si tratta di una condizione negativa. Hai la sensazione che le cose andrebbero meglio, se l’altro fosse presente – un amico, tua moglie, tua madre, la persona amata, il marito. Sarebbemeglio se l’altro fosse presente, ma l’altro non c’è. Sentirsi isolati, soli, è frutto dell’assenza dell’altro. La solitudine è lapresenza di se stessi: èun fenomeno estremamente positivo; è una presenza, una presenza che straripa. Sei così carico di presenza che puoi colmarne l’intero universo, per cui non hai bisogno di nessuno”. Osho – The Discipline of Trascendence, vol.1 cap. 2

Un bellissimo riverbero di luce, nella notte profonda, illumina la valle. Questo eremita osserva il fenomeno naturale con gioia, si sente parte di tutta quella meraviglia, non si può sentire escluso dalla sua stessa sostanza. Ecco la solitudine che amo, dove c’è tutto lo spazio, tutto il tempo per creare, per guardare il giorno, la notte, le stagioni che si susseguono e sentirsi partecipi di tutta la bellezza intorno. Non è sempre stato così, tempo fa avevo molta paura di sentirmi sola. Non avevo ancora scoperto la connessione con il tutto che ci accoglie e che ci tiene nel suo grembo come una madre. Ho imparato ad ascoltare i richiami, a scorgere il guizzo, ad annusare le foglie. Allora tutto è stato chiaro, ho capito: non sono separata, sono parte di tutto questo.

Il compimento

Questa è la via dello Zen, non dare mai un senso compiuto. Lo si deve comprendere: è una metodologia importantissima. Non dire tutto significa dare all’ascoltatore l’opportunità di completare ciò che è stato detto. Tutte le risposte sono incomplete. Il Maestro ti ha indicato solo una direzione. Quando raggiungerai il limite, vedrai ciò che c’è dopo. Se qualcuno cerca di comprendere intellettualmente lo Zen, fallirà. Non è una risposta alla domanda, è qualcosa di più della risposta. Indica la vera realtà, La natura del Buddha non è lontana – la tua consapevolezza è la natura del Buddha. E la tua consapevolezza può testimoniare le cose che compongono il mondo. Il mondo finirà, ma lo specchio rimarrà, e rifletterà il nulla. Osho – Joshu: the Lion’s roar, cap. 5

In effetti i pezzi del puzzle si stanno componendo in un quadro abbastanza comprensibile, anche se incompiuto. E’ bellissimo che non ci sia una conclusione stabilita, che tutto sia in mano alla casualità. Si fa quello che si può e che si deve per dare una direzione ai propri giorni, ma tutto è incompiuto. La bellezza dell’imperfezione è una ispirazione bellissima dello Zen, totalmente opposta alla mente occidentale. Non posso essere perfetta, lascerò qualche briciola sul tavolo, dopo aver mangiato, e mi dimenticherò qualcosa, mentre lavoro. Il mio valore non si misura, ho valore in quanto essere umano, anzi non c’entrano proprio niente il valore, la bravura, l’abilità, la competenza. Voglio essere viva e basta, con tutte le mie incompiutezze e imperfezioni. Se agli altri non va bene, oramai non è più affar mio. Il mio tempo non è infinito, e ho ancora un sacco di cose da scoprire.

Tuoni, fulmini e saette

Ciò che la meditazione fa lentamente… un urlo del Maestro, inaspettatamente, in una situazione in cui il discepolo sta ponendo una domanda, e all’improvviso il Maestro balza in piedi e urla, o picchia il discepolo, o lo butta fuori dalla porta, o gli salta addosso. Questi metodi non erano mai stati usati. Furono frutto del puro genio creativo di Ma Tzu, ed egli fece illuminare moltissime persone. A volte sembra così ridicolo: getta fuori dalla casa a due piani un uomo venuto a chiedere su cosa meditare. E non solo. Ma Tzu lo getta fuori dalla finestra, cade dopo di lui, gli salta addosso, si siede sul suo petto e gli chiede: ‘Hai capito?’ E di fatto quell’uomo ha compreso; è stato tutto così improvviso, istantaneo, non se lo sarebbe mai immaginato“. Osho – One Seed makes the whole Earth green, cap. 4

Negli ultimi giorni ho ascoltato molto i pensieri della mia testa. A volte succede che penso di avere assolutamente ragione, soprattutto quando l’oggetto delle mie pensate è qualcosa che mi rende triste. E’ in quei momenti che arriva lo Zen, nella mia vita, e arriva sempre come una bastonata. Qualcosa mi dice: ‘Torna all’essenziale!’ e allora ci provo. Un po’ mi dispiace lasciare il mondo della sofferenza, ci sono così abituata. In una vita mi sono creata solidi punti di riferimento in quel mondo. So esattamente come fare a orientarmi, so come comincerà e come finirà tutta la storia. Tranquilla, ci sono passata un mucchio di volte, quindi non mi spaventa. Un rifugio sicuro, lo definirei. Poi, inevitabilmente, ecco che qualcosa mi sveglia, e devo ricominciare a muovermi all’oscuro del mio destino, avendo come unico talismano il mio sentire e la fiducia in me stessa. Eccomi, sono a questo punto, di nuovo in cammino, verso dove non so.

Afflitta e dolente

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Ricorda, questo dolore non ha lo scopo di renderti triste. E’ qui che la gente manca sempre il punto. Questo dolore serve solo a renderti più attento – questo perché le persone diventano più attente solo quando la freccia scende profondamente nel loro cuore e le ferisce. Altrimenti non stanno mai all’erta, non sono attente. Quando la vita è facile, comoda, senza problemi, chi se ne preoccupa? Chi si cura di essere attento? […] Il dolore non ha la funzione di renderti infelice, serve a renderti più consapevole! E quando sei consapevole, ogni infelicità scompare“. Osho – Take it easy, vol. 2 cap. 12

Proprio stasera, dovevi capitarmi, carta Sorrow dei Tarocchi Zen di Osho. Proprio stasera quando sto guardando negli occhi uno dei miei mostri, che tanto tempo fa ho creduto di aver vinto continuando a lottare, perseverando a camminare imperterrita per la mia strada, senza curarmi delle ferite dentro. Invece oggi, al punto in cui sono, vedo che anche le ferite hanno una loro dignità e dò tutto l’onore necessario al mio nemico, che mi guarda fiammeggiante e famelico. Non mi avrai, ho escogitato un mucchio di giustificazioni al mio destino, fingo il perdono da una vita. Eppure, stasera, sono grata a questo dolore che mi penetra, perché lo riconosco come parte di me. Non guarirà mai, questa ferita, ma ognuno di noi porta i segni del suo passato. Non sono più dolente di chiunque altro, e nemmeno speciale, sono solo dolorosamente sensibile al vivere.

In viaggio

La vita è una continuità eterna e perenne. Non esiste destinazione finale verso cui sia diretta. Il semplice pellegrinaggio, il viaggio in sè è vita, senza raggiungere alcuna meta, alcuna destinazione -il semplice danzare ed essere in pellegrinaggio, muoversi con gioia, senza preoccuparsi di alcuna meta […]”. Osho – Rinzai: the Master of Irrational, cap. 7

Camminare su questo pianeta è decisamente una bella sfida: ci troviamo qui, senza sapere perché e cosa stiamo facendo, se abbiamo un compito da svolgere, e come eventualmente arrivare a compimento del nostro percorso. Poi, a momenti, ci godiamo il paesaggio, assaporiamo gli istanti preziosi che ci vengono regalati. In quel momento ecco l’illuminazione: non c’è un destino, c’è solo il camminare. Questa consapevolezza mi fa sentire libera, fuori da tutti gli schemi. Non ho un obiettivo, non devo arrivare da nessuna parte. Semplicemente, sto vivendo e mi guardo intorno. Mi è stata data l’opportunità di sentire un sacco di emozioni diverse, la paura, la gioia, il dolore e la serenità, e mille altre. Posso sentire che il mio essere anela al bene, alla bellezza. Se apro gli occhi ne vedo tanta. Posso incontrare la fatica, il male, e negli anni trascorsi a camminare ho imparato ad ascoltare il mio respiro. Insomma una ricchezza senza pari, da gustare tutta. Grazie.

Il sogno…

“[…] Ecco perché ci coinvolgiamo tanto nell’amore: di solito pensi di esserti innamorato di una donna, o di esserti innamorata di un uomo perché l’altro è bello, perché l’altra è meravigliosa. Non è vero. La verità è un’altra: ti sei innamorato perché non riesci a stare solo, l’innamoramento era inevitabile: in un modo o nell’altro avresti evitato te stesso. E ci sono persone che non si innamorano di uomini o donne – si innamorano del denaro. Iniziano a giocare col denaro, oppure col potere, ediventano uomini politici. Anche questo è evitare la propria solitudine. Se osservi un uomo, se ti osservi profondamente, rimarrai sorpreso: tutte le attività possono essere ridotte a un’unica fonte. La motivazione all’origine del vostro agire è questa: avete paura della vostra solitudine. Ogni altra cosa è solo una scusa. La causa reale è che vi sentite estremamente soli“. Osho – Take it easy, vol. 2 cap. 1

Ah, l’amore. Purtroppo sono un’inguaribile romantica, mi piacciono i romanzi inglesi dell’Ottocento, e la musica italiana. E’ vero, sotto la ricercatrice spirituale si nasconde una perenne fanciulla innamorata. Mi piace tanto amare una persona in modo speciale, e sentirmi amata. Ho pagato carissimo questo desiderio, e ancora, però, non mi dò per vinta. Viva l’amore romantico, con le sue illusioni e gli occhiali rosa. Ho imparato tanto, lungo la strada dell’amore, e spero di avere ancora tanto da imparare. Nonostante tutti mi dicano che il sogno d’amore, l’anima gemella sono illusioni, non demordo. Nella mia esperienza le anime si incontrano, anche se non sono gemelle, e la mela non è a metà; ci sono tante relazioni, di amicizia, d’amore, di amore platonico, conoscenze fuggevoli. Ognuna dà ricchezza e spessore ai miei giorni, anche se continuo a cercare. L’Amore.

Armonia

“[…] Essere semplici è arduo, perché il suo prezzo è ogni tuo avere. Devi perdere ogni cosa, per essere semplice. Ecco perché la gente ha scelto di essere complessa e si è dimenticata come fare a essere semplice. D’altro canto, solo un cuore semplice palpita di anelito divino, cammina con lui mano nella mano. Solo un cuore semplice canta con DIo in profonda armonia. Per raggiungere quel punto dovrai trovare il tuo cuore, il tuo anelito, il tuo palpito”. Osho – Dang Dang Doko Dang, cap. 3

Se mi tuffo in un mare blu nuoto, semplicemente. Il mio istinto, la Natura di cui sono parte, mi spinge a muovere le gambe e le braccia come si fa nell’acqua, da sempre. Perdere tutto è facile, è come tuffarsi nel mare blu. Dopo basta seguire i delfini, loro indicano la strada giusta. Certo che adesso non so la strada, devo ancora cominciare. Mi fido della semplicità del cuore, ho imparato ad ascoltarlo e a farmi portare dove mi suggerisce. Questo Osho Zen Tarot, Armonia, mi riempie di gioia solo a vederlo. Sento l’acqua che mi accarezza il corpo, e mi sospinge verso una nuova terra. Con semplicità, senza strafare, cantando.

Coraggio

“Il seme non può sapere cosa accadrà, il seme non ha mai conosciuto il fiore. E il seme non può neppure credere di avere la potenzialità di diventare un fiore meraviglioso. Il viaggio è lungo, ed è di gran lunga più sicuro non affrontarlo mai, poichè il sentiero è sconosciuto; nulla è garantito. Nulla può essere garantito. I rischi lungo il cammino sono infiniti, i trabocchetti in cui cadere moltissimi – e il seme è al sicuro, nascosto all’interno del suo duro involucro. Ma il seme compie degli sforzi, fa tentativi; lascia cadere il rigido guscio che rappresenta la sua sicurezza, inizia a muoversi. E subito comincia la lotta: la battaglia col terreno,con le pietre e le rocce… il seme era duro, il germoglio sarà estremamente fragile e i pericoli saranno immensi. […] Il sentiero dell’uomo è simile, è arduo e richiede molto coraggio”. Osho – Dang Dang Doko Dang,cap. 4

Adoro questa carta, ne riconosco ogni colore, ogni segno, ogni sfumatura. Dentro di me, credo dentro ognuno, c’è una forza misteriosa che mi spinge a compiere degli sforzi, fare dei tentativi: non mi è possibile rimanere ferma. Anche se la comfort zone è molto attraente, il fiume della vita mi trascina con sé e mi spinge ad andare, a uscire dal guscio, a essere coraggiosa. Coraggio è una bellissima parola, significa guardare negli occhi il mostro della paura. E, nonostante il mostro, continuare per la propria strada. Non sono mai riuscita a sconfiggere la paura, ma a volte non l’ho presa in considerazione, perché la spinta vitale era troppo forte per essere fermata. La fragilità e la bellezza del fiore sono la ricompensa del coraggio. In effetti siamo fragili, siamo esseri vulnerabili, e vivere la vita è rischioso, in ogni caso. Si può rischiare di morire, oppure di vivere pienamente.

Senso di colpa

“[…]Dimentica totalmente il peccato e scordati la santità; entrambe le cose sono stupide. Entrambe, unite insieme, hanno distrutto tutta la gioia dell’umanità. Il peccatore si sente in colpa, per cui ogni gioia va perduta. Come puoi goderti la vita,se ti senti sempre in colpa?Se continui ad andare e venire dalla chiesa per confessare errori e mancanze? E errore su errore su errore… tutta la tua vita sembra formata da peccati. Come puoi vivere con gioia? Diventa impossibile deliziarsi, nella vita. Diventi pesante, gravato da pesi: la colpa siede sul tuo petto, simile a una roccia e ti schiaccia; non ti permette di danzare. Come potresti? Come può il senso di colpa danzare? Come può cantare? Come può la colpa amare? Come può vivere? Pertanto colui che pensa di fare qualcosa di sbagliato si sente in colpa, è oppresso dalla colpa, è morto prima del tempo. Hai già fatto un passo nella tomba!” Osho – Take it easy, vol. 1 cap. 3

Cari Tarocchi Zen di Osho, anche stavolta avete colpito nel segno. Un momento di apertura, la voglia di rischiare, ed ecco, la vecchia abitudine al soffocante senso di colpa che arriva. Ma ti riconosco, schema dei miei giorni passati. Ho rinunciato a molte cose per non sentirmi in colpa. Penso di aver vissuto almeno alla metà delle mie potenzialità, a causa di questo. Però, oggi, vedo che questo pensiero è solo un suggerimento della mente, non mi appartiene. Guardo, sorrido e vado avanti, insieme a te, senso di colpa. Rimani lì, buono buono, mentre vivo la mia vita pienamente. E se sbaglio, pazienza! Mi è accaduto già tante volte, non sarà certo questa a mandarmi a gambe all’aria.

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