Coscienza

La mente non potrà mai essere intelligente – solo la non mente è intelligente. Solo la non mente è originale e radicale. Solo la non mente è rivoluzionaria, rivoluzione in azione. Questa mente ti dà una sorta di stupore. Appesantito dal peso dei ricordi del passato, gravato dalle proiezioni del futuro, continui a vivere al minimo. Non vivi al massimo. La tua fiamma resta estremamente fioca. Quando inizi a lasciar cadere i pensieri, la polvere che hai raccolto in passato, la fiamma si anima, limpida, chiara, viva e giovane. Tutta la tua vita diventa una fiamma, una fiamma priva di fumo. Questa è la coscienza”. Osho – A Sudden Clash of Thunder, cap. 1

Il velo di Maya si squarcia, e vedo la realtà. Ero dentro un involucro e ora, sensibile e viva, ne sto uscendo. Quanta vulnerabilità, come sono delicate le mie percezioni, eppure profonde. E’ accaduto così, non volevo uscire dalla mia comfort zone, protetta dagli schemi ripetuti per tutta la vita, con punti di riferimento chiari. Non volevo andarmene dal mio guscio protettivo, ma è successo. Ora mi guardo intorno e sento tutto, migliaia di sensazioni riempiono il mio essere che oscilla fra gioia profonda e dolore inguaribile. Tutto è uno, sono piena. So che sarà un attimo, ma me lo voglio godere. Tutto l’arcobaleno di scintille che vedo intorno è satyam, la verità, ed è raro, per me, avere la possibilità di vederlo. Non avrei mai detto, fino a qualche tempo fa, che la bellezza mi avrebbe fatto guarire, eppure è così.

Maturità

Solo se la tua meditazione ti ha condotto a una luce che risplende in ogni notte, perfino la morte per te non sarà tale, bensì una soglia al divino. Con la luce nel cuore la morte stessa si trasforma in una soglia, e tu entri nello spirito universale, ti unisci all’oceano. E se non giungi a conoscere questa esperienza oceanica hai vissuto invano. Adesso è sempre il tempo, e il frutto è sempre maturo. Devi solo farti coraggio ed entrare nella tua foresta interiore. Il frutto è sempre maturo e il tempo èsempre quello giusto. Non esiste una cosa definibile’il momento giusto‘!” Osho – A Sudden Clash of Thunder, cap. 6

Ohibò, questi Tarocchi Zen di Osho mi sorprendono ogni volta. Il mondo è in preda al panico, la pandemia impazza, e voi mi dite di non temere la soglia della morte? No, dico, stiamo scherzando? Il messaggio che mi arriva forte e chiaro è che non c’è tempo da perdere, e che è sufficiente andare dentro con coraggio per trovare un frutto pronto da cogliere. Ok, ci proverò. Il mondo ha bisogno di persone coraggiose, che sappiano condividere generosamente, e a questo sono pronta, perché mi piace tanto. Poi proverò anche quell’altra cosa, vediamo se mi riesce…

Me misera!

Nel momento incui diventi miserabile ti chiudi al fenomeno che sta alla base dell’esistenza: l’espansione, la condivisione. Nel momento in cui inizi ad aggrapparti alle cose, manchi l’obiettivo – perdi l’occasione. Infatti non sono gli oggetti, il tuo scopo, bensì tu, la tua essenza più intima -non una bella casa, ma uno splendido ‘tu’; non molto denaro, ma un ‘tu’ più ricco; non molte cose, ma un essere aperto, disponibile a milioni di sollecitazioni, a milioni di cose”. Osho – Ancient Music in the Pines, cap. 3

Devo dire che vivere nel mondo non è facile. Molto più semplice essere in una Sangha, una comunità di amici ricercatori spirituali raccolti intorno a un Maestro. Lì è tutto semplice, tutti hanno lo stesso anelito verso la spiritualità, e il mondo attorno è fatto di magia e di amore. Quando ci si ritrova a fronteggiare rivalità, difficoltà quotidiane, a sentire il cuore che fa male perchè ogni tanto occorre tirare i remi in barca, magari facendo sentire agli altri la tua assenza, be’ non è per nulla facile. E’ vero, l’unica soluzione che ho trovato, per ora, è stata quella di sottrarmi agli incontri e alle incombenze difficili. Insomma, mi sono buttata sulla scarsità, anche se sento dentro tanta abbondanza. Però non ho altre soluzioni, al momento, e la notte faccio sogni di gioia e di comunione. Continuiamo a cercare.

Totalità!

In ogni momento esiste la possibilità di essere totali. Qualsiasi cosa tu stia facendo, puoi esserne assorbito così totalmente che la mente non pensa a nulla, è semplicementelì, una semplice presenza. E assaporerai una quantità sempre maggiore di totalità. E il gusto della totalità ti renderà sempre più capace di essere totale. Inoltre, cerca di vedere quando non sei totale. Quelli sono i momenti che, pian piano, dovrai lasciar perdere. Quando non sei totale, ogni volta che sei nella testa – pensi, rimugini, calcoli, astuzie, furbizie – non sei totale. Piano piano scivola fuori da quei momenti: si tratta solo di una vecchia abitudine. Ma di certo muoiono, se operi con costanza, muoiono“. Osho – Take it Easy, vol. 1 cap. 12

Fare ogni passo come se fosse l’azione fondamentale di tutta una vita. Questo è il consiglio che mi arriva dai Tarocchi Zen di Osho, stasera, quello di mettere la massima attenzione in ogni cosa che mi accade di fare. Queste tre donne volano leggere sul trapezio, e giocano con l’aria. Possono godere del volo, ma a una condizione: ogni gesto è di totale attenzione. Mi piace, mi riesce anche facile essere totalmente assorbita in quello che faccio. Fa un po’ paura, perché so che la totalità è potente, e travolge, con la sua semplicità, tutto quello che non è reale intorno. Ma tant’è, bisogna farlo, facciamolo!

Fluire

Quando dico ‘diventa acqua’ voglio dire ‘diventa come un flusso’, non restare stagnante. Muoviti, e muoviti come acqua. Lao Tzu dice: ‘La Via del Tao è un flusso d’acqua’. Si muove come l’acqua. Qual è il movimento dell’acqua, o di un fiume? Quel movimento ha caratteristiche splendide. La prima: si muove sempre verso le profondità, cerca il terreno più basso. Non è ambizioso, non brama di essere il primo, vuole essere l’ultimo. Ricorda, Gesù dice ‘Coloro che saranno gli ultimi qui saranno i primi nel regno di Dio’. Sta parlando del corso d’acqua, o via del Tao – senza farne menzione, ma ne parla. Sii l’ultimo, non essere ambizioso. L’ambizione implica scalare, camminare in salita. L’acqua va verso il basso, cerca il terreno più basso, vuole essere unanon entità. Non vuole dichiararsi unica, eccezionale, straordinaria. Non ha alcuna idea dell’ego“. Osho – Take it Easy, vol. 1 cap.14

Stasera mi avete beccato, Tarocchi di Osho! Oggi è stata una giornata strana, in cui ho potuto vedere come si forma la sofferenza dalle piccole cose insignificanti. Frasi buttate lì dagli altri, un momento di stress sul lavoro, e mi sono sentita vulnerabile a tutti i sentimenti negativi. L’ego non la smetteva di ruggirmi dentro, e per fortuna ho potuto rimanere sola per un po’. Adesso sento ancora una bella energia combattiva, ma per fortuna sto elaborando. Eh… il problema è che ho un progetto in testa e non ho pazienza nel cuore. In più, vibro moltissimo con l’ambiente circostante, e questo momento non è dei più spensierati. Insomma, anche oggi una bella lezione. L’ego è un aggeggio faticoso da portarsi in giro, e oltretutto è inutile. Ogni cosa diventa macchinosa, i sentimenti sono superficiali e velleitari. Insomma potrei dire di aver sprecato una giornata, ma so che non è così. Ho avuto la grande, bella opportunità di guardarmi agire comandata a bacchetta dalla mente. Che spettacolo!

Cose semplici, normali, ordinarie

“A volte accede che diventi integro, si tratta di momenti rari. Osservi l’oceano, la sua incredibile potenza e all’improvviso dimentichi ogni tua divisione, la tua schizofrenia svanisce, ti rilassi. Oppure, mentre cammini sull’Himalaya, vedendo la neve vergine di quelle vette imponenti, all’improvviso una quiete ti avvolge, e non occorre che fingi, poiché con te non c’è alcun essere umano col quale fingere. Ti integri. Oppure ascolti della musica magnifica, ti integri. Ogniqualvolta, in qualsiasi situazione, non importa quale, diventi un’unità, sei avvolto da una pace squisita, in te sorgono felicità e beaitudine. Ti senti appagato. Non occorre aspettare quei momenti – possono diventare la tua vita naturale. Quei momenti straordinari possono diventare quotidiani, cose di tutti i giorni, in ciò si riassume l’intero sforzo dello Zen. Puoi vivere una vita straordinaria vivendo una vita del tutto comune: tagliando la legna, facendone ceppi da ardere, portando acqua dal pozzo puoi essere intimamente in pace con te stesso. Pulendo il pavimento, cucinando, lavando i vestiti puoi essere perfettamente a tuo agio poiché ciò che conta è il tuo agire con totalità, godendo di ciò che fai, deliziandoti nelle azioni più semplici“. Osho – Dang Dang Doko Dang, cap. 3

In questi giorni sono rimasta spesso a casa, e mi sono goduta il mio spazio, pulendo, facendo ordine, rimettendo in sesto cose consumate dal tempo. Il piacere di dare un nuovo volto a ciò che mi passa sotto gli occhi ogni giorno è impagabile. Fare cose semplici, con piacere, mi sta ridando la pace di vivere, con gesti normali, senza strafare, senza dover dimostrare niente a nessuno. Una volta, mentre lavoravo in un ristorante, ci fu un grande afflusso di gente, non previsto. Ero in cucina e pelavo carote, perché le stavamo finendo. Mi ripetevo, non panicare, continua a pelare le carote, se ognuno fa quel che deve la serata riuscirà, tutti avranno buon cibo nel piatto e andranno via felici. Infatti andò proprio così. Quello è stato il mio apporto alla buona riuscita della serata, pelare le carote e basta. Quell’esperienza mi ha dimostrato che posso fare anche cose piccole, ordinarie, ma con arte. E, visto che la quotidianità è fatta di cose piccole , perché non farle in modo bellissimo?

Esaurita?

Un uomo che vive in base al proprio conscio si indurisce. Un uomo che vive in base alla consapevolezza resta delicato, gentile. Come mai? Perché un uomo che ha idee precise su come vivere è naturale che indurisca. Deve portarsi continuamente dietro il proprio carattere. Quel carattere è simile a un’armatura: la sua protezione, la sua sicurezza, tutta la sua vita sono investite in quel carattere. Ed egli reagisce continuamente alle situazioni attraverso il carattere, mai direttamente. Se gli fai una domanda la sua risposta sarà preconfezionata. Quello è il segno che contraddistingue una persona coriacea, dura – è ottusa, stupida, un automa. Può essere un buon computer, ma non è un uomo. Tu fai qualcosa ed egli reagisce in maniera oltremodo istituzionalizzata: la sua reazione è prevedibile, è un robot. Il vero uomo agisce spontaneamente. Se gli poni una domanda, la tua domanda ottiene una risposta, non una reazione. Egli apre il proprio cuore alla domanda, espone se stesso alla tua domanda, risponde ad essa“. Osho – Take it Easy, vol.1 cap. 13

Azione e reazione, come sono diverse, eppure come non è facile, a volte, distinguerle. Quando sono stanca, faccio qualcosa che non mi piace ma che sono costretta a fare, divento di cattivo umore. Poi, naturalmente non sono presente quando mi vengono fatte ulteriori richieste. Sono sgarbata, sono esausta. E quando reagisco sono ancora più convinta di stare facendo la cosa giusta, non vedo niente al di là del mio naso. Credo che succeda a tutti, noi Non Illuminati. I Tarocchi Zen di Osho, tramite le sue parole, stasera mi suggeriscono che la chiave è nel togliere qualcosa, piuttosto che aggiungerlo. Una passeggiata che rilassa, vedere qualche albero intorno, o una nuotata nel mare. Tutto torna a posto. Allora ecco, è semplice. Rimanere in contatto con la Natura, e dimenticarsi di chi siamo, per essere sorpresi dalle novità di ogni giorno, e godere di ogni istante. Insomma stare bene, e se non sto bene so cosa fare: cambio vita!

Proiezioni

In un cinema guardi lo schermo, non ti guardi mai alle spalle – e il proiettore è alle spalle. Il film non è veramente sullo schermo: è solo un gioco di luci e di ombre. Il film esiste solo alle tue spalle, eppure tu non guardi mai in quella direzione, anche se è lì che si trova il proiettore. La tua mente si trova alle spalle dell’intera proiezione, e la mente è il proiettore. Ma tu guardi sempre l’altro, perché è lo schermo. Quando sei in amore, l’altro sembra bello, senza confronti. Quando odi, la stessa persona sembra orribile, e tu non sei mai cosciente di come, la medesima persona, possa essere la più orribile e al tempo stesso la più bella. Pertanto il solo modo per arrivare alla verità è apprendere come essere diretti nella propria visione, come lasciar cadere l’aiuto della mente. Questa mediazione della mente è il problema, poiché la mente può creare solo sogni; grazie alla tua eccitazione il sogno può sembrare realtà. Se sei troppo eccitato, sei intossicato, non sei più in te. In quel caso qualsiasi cosa vedi non è altro che una proiezione. Ed esistono tanti mondi quante sono le menti, perché ognuno vive nel proprio mondo“. Osho – Hsin Hsin Ming: The Book of Nothing, cap. 7

Ne parlavo proprio stasera: con un amico cercavamo di capire il caos che la nostra età si porta dietro, con tutta la bellezza e tutte le difficoltà che sentiamo nelle nostre vite. Più di una volta ci siamo fermati, e abbiamo notato che stavamo reciprocamente proiettando il nostro mondo sull’altro. Ci vuole un sacco di attenzione, e non è scontato riuscire a essere onesti, totalmente sinceri. Viene molto più facile buttare verso l’esterno ciò che ci disturba di noi, in modo da non doverci confrontare con la nostra parte di ombra. Oppure vedere nell’altro una ripetizione del passato, come se tutto fosse sempre uguale, al di là della persona che abbiamo davanti. ‘Ed esistono tanti mondi, perché ognuno vive nel proprio mondo‘ dice Osho. Forse l’unica via è quella di dimenticare la mente e provare a connettersi col cuore, sentire l’accoglienza e l’apertura verso l’essere unico e irripetibile che ci sta davanti, e onorare il Buddha che c’è dentro di lui.

Intensamente viva

Lo Zen dice: considera tute le parole sublimi e i grandi insegnamenti come tuoi nemici mortali. Evitali, perché tu devi trovare la tua propria fonte. Non essere un seguace, un imitatore. Devi essere un individuo originale; devi trovare da solo la tua essenza più intima, senza guida, senza l’ausilio di testi sacri. E’ una notte oscura, ma sostenuto dall’intenso fuoco della ricerca giungerai inevitabilmente all’alba. Chiunque sia stato arso dal fuoco intenso della ricerca ha visto sorgere il sole. Gli altri si limitano a credere.Coloro che credono non sono religiosi: evitano semplicemente la grande avventura della religione, limitandosi a credere“. Osho – Zen: Turning In, cap. 10

Queste parole di Osho sono particolarmente potenti, per me. Fin da piccola, potrei dire da quando ero una bambina, sentivo una spinta mistica importante. Naturalmente mi sono rivolta alla religione che era più vicina a me, e la risposta che ho ottenuto è stata: credi. Non ti fare troppe domande, credi. Poi, se avrai la fortuna di avere la grazia della fede, allora tutto sarà perfetto. Non giudico questa religione, però non fa per me. Ho bisogno di cercare, di vivere, come mi ha detto Osho quando mi ha dato il sannyas, con totalità, intensità e passione. Questa è la mia via, bella come quella degli altri, perché tutte le vie sono straordinarie. Da tutto questo non può che scaturire un enorme Grazie all’Esistenza. Oggi stiamo vivendo tempi strani, ma l’intensità del cuore non ne è toccata. Ancora, guardo il fuoco che brucia dentro e ne gioisco. Ancora, come quando da bambina guardavo il cielo piena di meraviglia.

Volgersi all’interno

Volgersi all’interno non è affatto un rivolgimento. Andare dentro di sè non è affatto un andare. Volgersi all’interno significa semplicemente che hai inseguito questo o quel desiderio, hai corso e ti sei affannato per giungere, sempre e comunque, a una frustrazione. Ogni desiderio arreca infelicità, col desiderio non esiste alcun appagamento. Non sei mai arrivato da nessuna parte, quell’appagamento è impossibile. Vedendo questa verità, vedendo che quella corsa all’inseguimento dei desideri non ti porta da nessuna parte, ti fermi. Non fai uno sforzio per fermarti, se facessi qualsiasi sforzo sarebbe di nuovo correre, in modo più sottile. Stai ancora desiderando, forse ora desideri l’assenza di desideri![…] Come puoi viaggiare all’interno? Sei già lì, non c’è ragione di arrivarci. Allorché ogni moto si arresta, il viaggiare scompare, quando il desiderare non oscura più la tua mente, sei dentro di te. Questo è detto ‘volgersi all’interno’, ma non è affatto un volgersi; si tratta semplicemente di non andare più all’esternoOsho – This Very Body the Buddha, cap. 9

Ci sono situazioni in cui tutto si ferma. A volte per la volontà interna, altre per ragioni di forza maggiore. E allora accogliamo le cause di forza maggiore che ci impongono di stare fermi, di non andare verso l’esterno, e creiamo una nuova opportunità, da questo immobilismo imposto. Un momento di riposo, di guarigione dalle corse all’impazzata che facciamo ogni giorno, un momento in cui è possibile andare dentro senza puntare la sveglia. Nella zona in cui abito tutte le attività sono sospese a causa del virus che sta invadendo il mondo, e tante cose che avevo progettato di fare la prossima settimana semplicemente non esistono più. Sarà il momento di connettermi con il mio dentro, e di rinfrescare gli ambienti dello spirito con nuova attenzione. Mi porterò gli incensi dell’amore, dell’amicizia e del perdono, aprirò le finestre dell’anima, sono certa che sarà un piacevole soggiorno.

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