Controllo

Le persone controllate sono sempre nervose, poiché in cuor loro è ancora nascosto un profondo subbuglio. Se non ti controlli, se fluisci, sei vivo, non sei nervoso. Non si pone il problema del nervosismo: ciò che accade, accade. Non hai aspettative per il futuro, non reciti, perché mai dovresti essere nervoso? Per controllare la mente, si deve restare così rigidi e freddi da impedire lo scorrere nelle membra e nel corpo di ogni energia vitale. Se permetti di fluire, quelle repressioni riaffioreranno. Ecco perché la gente ha imparato a essere fredda, a toccare gli altri senza tuttavia toccarli, a vedere le persone senza vederle. La gente vive in base a cliché: ‘ciao come stai?’ parole prive di intensità che servono solo a evitare l’incontro tra due persone.La gente non si guarda negli occhi,non si tiene per mano, non cerca di sentire l’energia dell’altro, non permette un vicendevole riversarsi, è terrorizzata, riesce in qualche modo a cavarsela, è fredda e morta, è chiusa in una camicia di forza“. Osho – Dang Dang Doko Dang, cap. 5

Quale carta più perfetta, quali parole più azzeccate potevano arrivarci stasera dai Tarocchi Zen di Osho? Stiamo vivendo in un’atmosfera che nessuno di noi ha mai conosciuto e abbiamo le reazioni più diverse: siamo nervosi, minimizziamo la situazione, abbiamo paura e pensieri catastrofici. Allora come attraversare le nostre giornate con un minimo di equilibrio? Se abbiamo questi atteggiamenti estremi è perché vogliamo controllare le nostre emozioni,ci dice questa carta. Nessuno di noi è isolato dal resto della specie umana, dal mondo animale,dal mondo vegetale, dal mondo minerale. Siamo parte di un tutto, se vogliamo chiamarla Natura chiamiamola così. La Natura sta facendo il suo corso, e porta con sé dolore e morte, per noi umani. Ognuno sta sentendo l’eco dell’umanità dolente che c’è intorno, e cerca di reagire a questo sentimento sgradevole. Così siamo nervosi, così vogliamo controllare il nostro stato d’animo che è di sgomento, che sente le ferite del mondo. Forse allora il suggerimento è di ascoltare quel lamento, rispettarlo e farlo nostro, senza rifiutarlo, accogliendo l’idea che facciamo parte di un Tutto, che apparteniamo alla Natura. Lasciamoci attraversare da tutto, senza fare finta che vada tutto bene, ma allo stesso tempo in profonda unione e fiducia con la Natura che ci ha generato. Ci siamo dati delle regole, rispettiamole, perché è l’unico modo che abbiamo per salvare se non la nostra vita, almeno quella di coloro che ci stanno vicini. Onoriamo la nostra appartenenza, con gratitudine.

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