Consapevolezza

Noi veniamo dall’ignoto e continuiamo a muoverci nell’ignoto.Torneremo di nuovo; siamo stati qui migliaia di volte, e saremo qui migliaia di volte. Il nostro essere essenziale è immortale, ma il corpo, ciò che ci incarna, è mortale. L’involucro, la nostra casa, il corpo, la mente, sono materiali, si stancheranno, invecchieranno, moriranno. Ma la consapevolezza, per la quale Bodhidharma usa la parola ‘nonmente’ – anche Gautama il Buddha usa la parola ‘nonmente’ – è qualcosa che trascende il corpo e la mente, qualcosa che trascende tutto: quella ‘nonmente’ è eterna. Prende forma poi torna di nuovo nell’ignoto. Questo movimento dall’ignoto a ciò che è noto,e da ciò che è noto all’ignoto, continua per tutta l’eternità, a meno che non ci si illumini. Allora quella è la sua ultima vita, il suo fiore non tornerà più. Questo fiore è diventato consapevole di se stesso, non ha bisogno di tornare a vivere, perché la vita non è altro che una scuola in cui imparare. Quel fiore ha imparato la lezione, ora è oltre ogni illusione. Si allontanerà da ciò che è conosciuto e, per la prima volta, non raggiungerà l’ignoto, ma l’inconoscibile”. Osho – Bodhidharma, The Greatest Zen Master, cap. 5

Il mondo intorno a me, intorno a tutti noi, è cambiato, nelle ultime settimane. Occorrono nervi saldi e serenità. Abbiamo un’unica risorsa, entrare dentro e trovare, dall’interno, la fonte eterna del nutrimento, il luogo dove nulla muove e dove tutto avviene. La parola consapevolezza non è facile da decifrare, ha vari significati; per alcuni ha un risvolto etico (consapevolezza su come mi muovo nel mondo), per altri significa attenzione (consapevolezza nei gesti quotidiani, nei rapporti con gli altri). Per chi medita consapevolezza è la stazione di arrivo di un lungo viaggio all’interno. Improvvisamente,sorprendentemente, senza aver fatto nulla, ci si ritrova in un luogo vuoto, dove tutto è pace, la visione è lucida, la mente serena. Credo che la ‘nonmente’ e che la consapevolezza di cui ci parlano i Tarocchi Zen di Osho, attraverso le sue stesse parole, sia proprio quel luogo. Che fare, quindi? Be’ non è difficile ritagliarsi un’ora, in questi giorni, che per la maggior parte di noi sono tutt’altro che frenetici. Ci sediamo, stiamo comodi, chiudiamo gli occhi e ascoltiamo il respiro che entra, il respiro che esce. Per un’ora ci facciamo ispirare da questa bella immagine di Buddha raffigurata nella carta Consciousness. E vediamo cosa succede.

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